Al di là del parco - Claudia Professione
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Al di là del parco

Via Padova, viale Monza e i loro dintorni – zona del tessuto urbano milanese conosciuta oggi come NoLo, Nord di Loreto o North of Loreto – sono caratterizzati da una forte identità sin dalla seconda metà del XIX secolo. Un’ identità accesa e mutevole che nasce dalle prime attività mercantili e di trasporto tipiche di quest’area di Milano, e dal flusso migratorio tutt’oggi durevole e costante. Nel corso degli anni la classe operaia ha lasciato una traccia significativa nell’intreccio sociale che, seppur con ordinari casi di violenza o disagio, offre notevoli realtà di integrazione, di accoglienza e di aiuto. Ne è forse un primo esempio il Parco Trotter che da luogo ideale per il tempo libero della borghesia di inizio Novecento – con un ippodromo utilizzato anche come pista ciclistica e automobilistica – diventa nel 1922 base per una scuola di impronta sperimentale per bambini fisicamente deboli e fragili e appartenenti alle classi sociali più povere. L’Istituto Comprensivo Casa del Sole è la più grande scuola all’aperto d’Europa e offre ancora oggi un approccio formativo originale. Il 70% degli studenti ha genitori stranieri, e questo comporta spesso problemi nella comunicazione tra scuola e famiglie. Per affrontare e abbattere muri sociali e di lingua, da venticinque anni l’Associazione Amici del Parco Trotter Onlus affianca l’istituto per la proposta di attività che invitano alla partecipazione e alla condivisione. Tra queste troviamo il LibroTrotter, ovvero le letture per bambini in diverse lingue che si svolgono ogni giovedì pomeriggio presso il Padiglione Zadra, sempre all’interno del parco; i giochi e i laboratori dell’orto, un tempo area degradata e frequentata da tossicodipendenti, ma poi soggetta a bonifiche grazie ad alcuni bandi ai quali l’associazione ha partecipato e vinto; laboratori di drammatizzazione all’interno del Teatrino, utilizzato anche dalla scuola per le recite dei bambini; il corso di sartoria per le mamme del quartiere e maggiormente frequentato da signore musulmane, le quali sfruttano l’attività per uscire di casa e prendere del tempo per se stesse. Le iniziative sono innumerevoli e l’energia, l’attenzione e il tempo che i volontari gli dedicano sono più che rilevanti. Ogni spazio utilizzato dall’associazione è organizzato con cura e allestito con oggetti e attrezzature ricevuti in regalo, acquistati o portati da casa direttamente dai volontari, come l’orto, allegramente arredato dal volontario Paolo con pitture realizzate da lui, pupazzi e giocattoli. L’anima del parco, così come quella del contesto urbano in cui si trova, è determinata dal forte senso di aggregazione sociale. La storia di questo spazio verde e l’approccio che si è sviluppato grazie alla nascita della scuola e che richiede una partecipazione collettiva, sono raccolti nell’archivio del Trotter. L’archivio è in parte gestito dai volontari, ma per catalogare il materiale al suo interno sono richieste persone competenti. Per questo motivo l’Associazione Amici del Parco Trotter partecipa a bandi per ricevere fondi utili a finanziare il lavoro certosino degli archivisti. I documenti presenti, utili per qualsiasi studioso, sono di tipo cartaceo e fotografico, ma per il momento sono stati catalogati solo fino al 1968. La rete di progetti ludici e culturali, ma anche la scuola, rendono il parco Trotter più di un semplice parco. É una realtà sintomatica nell’evoluzione della città contemporanea, sempre più attenta all’organizzazione di attività comuni per tutti i cittadini, e della sua identità.

Informazioni

Un progetto di Claudia Professione

Archivio
Corso Bauer 2018-2019
Parole chiave
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